Guardo la macchia di colore in attesa di fronte al cancello della scuola. Sono più che altro gli zaini dei bambini a creare un indistinto effetto
caleidoscopio. Strani esseri, supereroi, colori forti, violenti, quasi luci al neon in questa mattina umida di grigio.Mi arriva improvvisa un'immagine, lucida, e ancora carica di odori. Due ali di bambini, di fronte a un cancello in ferro battuto, protetto da un improbabile gallo e da una banderuola, sulla punta più alta: un'ala bianca ed una nera, entrambe con grandi fiocchi azzurri al colletto, ma soprattutto odore di cuoio di cartella. Cartelle a mano, o sulle spalle per i più fortunati, colori caldi, due tre toni non di più di marrone, poche cerniere, poche tasche. Cuoio buono - una cartella per tutti e cinque gli anni delle elementari, se possibile - e curato, ripassato con il lucido da scarpe, una volta la settimana. Cuoio macchiato - c'era sempre una penna con il pennino non asciugato, o qualche protopennastilografica a stantuffo che perdeva, inevitabilmente. Macchie d'inchiostro che lasciavano nel cuoio una fragranza più sottile, appena appena amara...come il ricordo, che ancora inseguo, cocciutamente, entrando in ogni cartoleria e spiando sugli scaffali sperando che qualche deus ex machina del design rispolveri la cartella di cuoio. Non è ancora successo...Forse spero non avvenga mai, in fondo. Guardo mio figlio aggiustarsi l'inferno di mostri verdi sulle spalle, sintesi di chimica, tecnologia e marketing ... nessun odore, nessun ricordo, l'anno prossimo i mostri verdi lasceranno il posto ad altre creature. "A Natale ti compro una cartella..., se non la trovo me la faccio fare". "Cosa mamma? Cartella? Come quella per i tuoi file?" "Sì...quella per i miei file..."
On air: F. Guccini - CulodrittoDedicata a mio figlio:
Ma come vorrei avere i tuoi occhi, spalancati sul mondo come carte assorbenti
e le tue risate pulite e piene, quasi senza rimorsi o pentimenti,
ma come vorrei avere da guardare ancora tutto come i libri da sfogliare
e avere ancora tutto, o quasi tutto, da provare...
Culodritto, che vai via sicuro, trasformando dal vivo cromosomi corsari
di longobardi, di celti e romani dell' antica pianura, di montanari,
re dei telecomandi, di gnosi assolute che asserisci e domandi,
di sospetto e di fede nel mondo curioso dei grandi,
anche se non avrai le mie risse terrose di campi, cortile e di strade
e non saprai che sapore ha il sapore dell' uva rubato a un filare,
presto ti accorgerai com'è facile farsi un' inutile software di scienza
e vedrai che confuso problema è adoprare la propria esperienza...
Culodritto, cosa vuoi che ti dica? Solo che costa sempre fatica
e che il vivere è sempre quello, ma è storia antica, Culodritto...
dammi ancora la mano, anche se quello stringerla è solo un pretesto
per sentire quella tua fiducia totale che nessuno mi ha dato o mi ha mai chiesto;
vola, vola tu, dov' io vorrei volare verso un mondo dove è ancora tutto da fare
e dove è ancora tutto, o quasi tutto...
vola, vola tu, dov' io vorrei volare verso un mondo dove è ancora tutto da fare
e dove è ancora tutto, o quasi tutto, da sbagliare...
F. Guccini - 1987